mercoledì 29 aprile 2009

Quando 2 + 2 fa 5 !

Ogni uomo è un Isola...

ma se chiudi gli occhi

puoi vedere quel filo invisibile..

che li lega...

Quel filo..si chiama

Amore

martedì 28 aprile 2009

Auguri a Carla


Avevo pensato ad una frase speciale ed ad un'immagine speciale ma poi ho capito che sono le frasi semplici ad essere le piu' speciali se dette con il cuore.
Cara Amica e compagna di classe AUGURI E BUON COMPLEANNO da Laura



"Il '77 non fu solo terrorismo ma le nostre risate facevano paura"

ROMA - Tutti giù per terra, nella vasca senz'acqua della fontana. Niente girotondi, ma non da tanto. Perché la maggior parte dei ragazzi in prima linea nella fotografia di Tano D'Amico, a bivaccare nella fontana della Minerva simbolo della prima università romana, era nei collettivi degli studenti medi. Repubblica. it ha provato a fare l'appello pubblicando quell'immagine perché si riconoscessero. Negli anni in cui non avevano ancora l'età. Per votare, per la P38. "Sotto l'impermeabile portavo una chiave inglese. Poi vidi gli autonomi con le pistole. Mi sentii un fesso. Ma anche un santo. Niente proiettili, solo politica". Mario Campagnano, all'epoca liceale dell'Orazio, oggi consigliere municipale di Rifondazione. Rintracciato grazie alle mail degli amici di allora, la foto non l'aveva vista. "Entrerà nella storia, se lo merita", scrive una lettrice. Mario che per la rivoluzione viveva come un monaco: niente sesso, cinema, svaghi. "Il primo carnevale l'ho festeggiato a 28 anni". Un eroe piccolo piccolo, sedici anni appena. Guarda davanti a sé e sorride.

"Cos'è tutta quella gente che gioca, che piange?' Chiedevano i giornali. Era l'aspetto umano di chi non doveva averne. Li hanno annientati anche così", ricorda Tano D'Amico mentre elenca i nomi dei licei, "stampando le immagini più feroci per indurirli, ghettizzarli, sconfiggerli". In tanti si sono ritrovati nel bianco e nero di trent'anni fa, tornando subito fantasmi. Parlare? Meglio di no. Qualcuno ha chiesto di cambiare il nome, il mestiere. Il '77 è il fazzoletto sul viso e la pistola, "colpire uno per educarne cento", Carlo Casalegno ammazzato dalle Br, Francesco Lorusso, nove pallottole al brigadiere Giuseppe Ciotta, Montanelli gambizzato, Giorgiana Masi. Gli anni di piombo. Innocenti ma ancora colpevoli. La trappola di essere stati lì per cambiare il mondo.

Con i capelli corti tagliati sopra le orecchie, le facce pulite, una peluria morbida sulle guance, fatta crescere con pazienza, primizia di una virilità in boccio. Ancora a litigare con i genitori per tornare a casa un po' più tardi. Idealisti, ingenui, colorati. Per Roberto B., giornalista, il divertimento stava nel collettivo della sua scuola. "La politica arrivò con la finale di Coppa Davis nel dicembre del '76". L'unica volta in cui abbiamo vinto: Italia-Cile 4-1. "Scendemmo in piazza contro l'11 settembre di Allende armati di racchette e palle da tennis". All'università ci andava con i compagni. Del liceo. Quando cacciarono Lama però non c'era: "marinai l'ateneo perché avevo il compito in classe di matematica".

Ma il 12 marzo era là mentre sfondavano le vetrine dell'armeria di via Giulia. Un raid lampo degli autonomi. Dopo arrivarono gli studenti medi: "tutta la strada piena di ragazzini con le pinne ai piedi, le canne da pesca, i retini. Finite le pistole, era rimasto solo quello. Pur sempre un trofeo di guerra". Dice di aver preso la parte buona del movimento, di aver guadagnato qualcosa. Non è il solo di quella foto che oggi fa il giornalista, "un destino che ci saremmo occupati di comunicazione", chiosa uno. Trent'anni fa, dicono, non c'era l'io, solo il noi.

Nata negli Stati Uniti, figlia di immigrati, Sicilia è napoletana, nel '77 era matricola di psicologia, fuorisede. "Fino all'anno prima frequentavo un liceo di Posillipo. Nella strada dietro la mia scuola viveva un mondo parallelo: famiglie di pescatori, operai con i figli praticamente analfabeti che avevano abbandonato gli studi per lavorare. Eravamo dei ragazzi studiosi, motivati, anche impegnati. Guardando quei coetanei che a malapena sapevano scrivere il proprio nome, decidemmo di aiutarli trasmettendogli quello che sapevamo". Affittarono dei locali trasformandoli in una scuola autogestita, gratuita, dove gli insegnarono lettere e tabelline, riuscendo a portarli - "tutti" - prima al diploma elementare e poi a quello delle medie. Oggi fa la psicologa, è impegnata nel sociale e si occupa di progetti educativi, le idee hanno una fibra resistente.

Come le fotografie, che consegnano alla storia la memoria dei racconti. La camera oscura è diventato l'orizzonte di Marco, accovacciato sul bordo della fontana appena arrivato dall'Eur, il quartiere "nero" dove andava a scuola. E dove li riconoscevano subito per la borse di tolfa, le giacche di fustagno. "Un mio amico beccò una picconata in testa, come Trotsky. Stava aspettando l'autobus. Si è salvato, ma gli hanno dovuto mettere una calotta d'argento al posto delle ossa che si sono sfracellate". Anni fa un lavoro fotografico dentro le carceri. Alcuni di quei "fasci" che li assaltavano per un eskimo stanno ancora lì. "Uno mi ha pure riconosciuto: 'Come sta Anna, e Graziella, e quell'altra bionda con le gambe lunghe?'. Le ragazze più carine della mia scuola. Se le ricordava tutte dai tempi degli appostamenti contro i rossi". Ha visto solo quelle, fantastica con i ricordi di quando era adolescente. Un tempo congelato, immobile, ma che si può ancora plasmare.

E Fabio D'Alfonso aggiunge rabbia: "Mi fa tenerezza guardare questa bella foto, ma anche rabbia per quello che siamo diventati. Non riusciamo ancora a parlare con serenità di quei tempi. Ci hanno seppellito sotto una montagna di menzogne, e tutti quelli che ne parlano e ci accusano oggi erano quelli che quel movimento lo hanno sempre odiato. Perché la nostra gioventù sfrontata, il nostro entusiasmo, la nostra generosità faceva e fa ancora paura. Facevo parte dell'ala creativa del movimento e portavo una montagna di capelli ricci e un foulard di seta indiana al collo. Sono vicino a tanti ragazzi della Figc di Ponte Milvio , ma riconosco anche giovani di LC e dell' Autonomia. Quei giorni erano giorni di primavera, belli e veri. Giorni di amore e di rivolta. Gli anni di piombo sono arrivati dopo e hanno seppellito quel movimento".

La data della foto non viene in mente a nessuno. Una cosa però la ricordano tutti: era primavera.
di GAIA GIULIANI - La Repubblica -
Guarda le foto del '77 inviate dai nostri lettori

Guarda la foto cliccabile e leggi le storie.

N.B. in basso a sx ci sono alcuni del Liceo Morgagni...noantri annavamo a gioca' al pallone al Villone..ah ah ah....mago denuclearizzato

AUGURI...AUGURI....

...mentre aspettavamo l'autobus, io, Carla ed Aurora ci siamo comperate i cornetti al bar....

Sull'autobus abbiamo ripassato storia, ci deve interrogare....su Domiziano...
Il prof di Tecnica si è ammattito ed ha messo 8 ad Anna M.... Il ficone è tornato dalla settimana bianca ed è tutto abbronzato.....

La Silipo ha interrogato solo Carla....vabbè sarà per la prossima volta..
La Cuppone ha fatto una strage....ha interrogato Farracino e Massimo.
In sala di fonetica, mentre ascoltavamo la lezione ci siamo abbottate : i cornetti, i pavesini (di Patrizia) i craker (che abbiamo comprato a ricreazione), i ritz che abbiamo scroccato...

Durante l'ora di religione io e Carla e Patrizia, ci siamo messe all'ultimo banco a giocare a strake and ball, ma il prof ci ha strillato ed ha detto che siamo una classe pessima che non ascolta niente !!! Uffa !!!

Alle 15 con Carla sono andata da Patrizia a studiare chimica, quando siamo arrivate in cima alla scalinata, ma quanto sono quei gradini ..!! eravamo sfinite......

Dopo aver studiato, Patrizia ha prestato gli LP dei Pink Floyd a Carla poi, siamo scese e siamo andate a trovare Paolo...che giocando a pallone si è rotto i tendini, gli avevamo portato le banane e ce... le siamo mangiate insieme...

...la settimana dopo......

All'ora di inglese ci siamo accorte che sotto ai tavoli, in aula di fonetica ci sono le formiche..forse...la colpa è nostra che sabato abbiamo lasciato le buste imbrattate di marmellata dei cornetti ...

(dalla mia agenda, gennaio 1977 )

Uno sguardo indietro nel tempo, per ridere su quello che siamo state.... Il tempo si sa cambia le persone, le rende molto più serie e riflessive.....

Purtroppo, però, a noi ancora non è successo e siamo ancora...quelle matte delle tue amichette di banco…che da questo nostro colorato e ludico blog ti mandano i piu' affettuosi auguri per festeggiare qui e nella tua vita un felice Compleanno !!!

Monica e Patrizia

lunedì 27 aprile 2009

GNAM GNAM

PIZZA PASQUA ....ORMAI ANCHE LE PIZZE DI PASQUA NON
HANNO PIU' SEGRETI....
..SONO TROPPO BRAVA !!!

..E VAI...

Come al solito, il ritornello della domenica in questo finale di stagione  è: sto a casa e vedo la serie A o mi vado a mangiare il fegato sul campo …?

Poiché la Juve già stava perdendo e la nostra squadra era obbligata a vincere, la scelta ieri,  è stata automatica….
La partita inizia male,  un rigore negato già nei primi minuti…e poi una fiera di gol mangiati e traverse. Tutto lasciava  presagire all'ennesimo sberleffo ed invece, per fortuna, ma meritatamente per l'impegno in campo,  in pieno recupero il piccolo della squadra riesce a fare un gol, peraltro bellissimo, che ci regala la speranza di evitare i play off…

Nota dolente l'ammonizione di Ingro già diffidato che gli farà saltare l'ultima di campionato…..
Ilaria.

venerdì 24 aprile 2009

Non gioco a golf


"Oggi mi sono svegliato presto, mi sono infilato i pantaloni, vestito
lentamente, preparato caffè, preso le mie mazze da golf e sono andato piano
verso il garage, ho messo le mazze nell'auto e ho tirato fuori la macchina
dal garage sotto una pioggia torrenziale.

La strada era totalmente inondata e il vento gelido soffiava a 100 km orari.
Sono rientrato con l'auto in garage, acceso la radio e sentito che le
previsioni dicevano che quel tempaccio sarebbe durato tutto il giorno. Che
delusione!
Sono rientrato in casa, mi sono rispogliato e silenziosamente sono
scivolato a letto.
Piano mi sono avvicinando a mia moglie stringendola e, mettendole una mano
sulla natica, le ho sussurrato all'orecchio: "il tempo fuori è orribile"

Lei mezza addormentata mi ha risposto: Sì lo so, e tu pensa a quel cretino
di mio marito che è andato a giocare a golf !"


....anche qui piove e tira vento, ma la primavera dov'è andata ? chi l'ha incontrata ?
Speriamo almeno in buon week -end, ma casomai piovesse..... rimanete a letto...c'è sempre qualcuno pronto a fregarvi il posto....