mercoledì 24 giugno 2009

Leggendo qua' e la'


Esiste una pagina di Storia dimenticata da oltre duecento anni: è il racconto, minuzioso e incredibile, di un'ondata di Miracoli che investì Roma nel 1796.
Tra processi ufficiali e deposizioni giurate se ne conteranno, ripetuti per mesi, oltre 120.
Cerchiamo di capire cosa c'è di vero dietro quello che viene definito "l'evento più straordinario nella storia della Cristianesimo".
E come mai sembra essere legato a doppio filo con la comparsa in Italia di Napoleone Bonaparte.
Nel 1792, la Rivoluzione Francese prima e il Terrore poi, dichiarano guerra al cattolicesimo. Le chiese vengono profanate, statue e croci distrutte: 40 mila ecclesiasti riescono a fuggire, gli altri finiscono invece massacrati. Solo a Parigi e solo nella prima settimana di settembre vengono giustiziati 225 preti cattolici. Il culto è definitivamente soppresso il 18 settembre 1794.
Due anni dopo Napoleone entra con le sue truppe in Italia: occupa Piemonte, Lombardia e Bologna , costringendo il Papa a firmare un armistizio a condizioni pesantissime. La minaccia di un'invasione è imminente e il cardinale Giulio Della Somaglia esorta i romani a invocare la Vergine Maria, implorandone la protezione. Due giorni dopo le sue preghiere sembrano, incredibilmente, trovare risposta.

Tutto inizia qui, in questo stretto vicolo del centro, alle otto di mattina del 9 luglio 1796.
Il Maestro di Cappella Antonio Ambrosini viene attirato da alcuni passanti che, increduli, indicano questo dipinto della Madonna.
Il prete è sopraffatto dalla folla che si accalca e dall'emozione: Maria muove gli occhi guardando amorevolmente intorno a lei.
I soldati provano ad arginare la massa di persone stupite e in lacrime. Ma a salvarli dalla ressa sono le urla che arrivano da lì vicino
In vicolo delle Bollette, infatti, stesso fenomeno: qui però Maria apre gli occhi e li rivolge al cielo.
Il commerciante Bernardo Larco non ci crede; insieme ad altri scettici si avvicina con una lente e sale ad osservare questo dipinto: gli occhi si muovono davvero
La mattina seguente lo troveremo in ginocchio, devoto, che offre alla Madonna una corona d'argento.
Poche ore dopo, qui a S.Andrea della Valle, una donna indica all'artigiano Paolo Catolli che il quadro dell'Addolorata sopra la sua bottega sembra essere vivo.
Catolli ride perché quel quadro è opera sua, e immagina che si tratti solo di polvere mossa dal vento.
Quando sale a pulirlo, però, rimane folgorato: non solo gli occhi si muovono, ma sono molto più luminosi di come lui stesso li aveva dipinti.
S.Maria in Vallicella: stesse ore, stesso prodigio. Qui il fenomeno sarà il più intenso e continuo di tutta Roma: la chiesa verrà costretta a rimanere aperta anche la notte, letteralmente occupata dagli increduli romani, per oltre un mese
E non solo: proprio qui di fronte, a muovere gli occhi è addirittura una statua in legno
Ai suoi piedi si getta addirittura un giovane malvivente romano convertito dal miracolo.
La stessa scena si ripete in molte altre vie di Roma: refurtive e armi vengono deposte sotto le immagini sacre.
E a sera ogni quartiere ha la sua Madonna animata: tutta Roma è in strada. Tutta Roma prega.
Ma come è possibile che tutto ciò avvenga per le vie della città e non nelle grandi basiliche romane?
Perché sono miracoli per la gente: in strada tutti sono obbligati a vederli. E tutti si possono sentire protetti
Il fermento a Roma è tale che Pio VI ordina subito un'inchiesta per accertare la verità. Mentre i prodigi sono ancora in corso.

L'inchiesta è severa e rigorosa, ma i risultati indiscutibili. I documenti ufficiali recitano: "Dio sembra essersi compiaciuto nel circondare questa serie di prodigi, forse unica nella Storia della Chiesa, di prove proporzionate all'incredulità del nostro infelice XVII secolo".
122 casi tra Roma e provincia, oltre 50 mila testimonianze giurate di persone di ogni ceto e livello culturale: scienziati, medici, notai, militari. Tutti in ginocchio che giurano con la mano sui vangeli. Tra questi c'è anche uno dei più grandi architetti dell'epoca: Giuseppe Valadier
RINO CAMMILLERI, autore del libro "Gli occhi di Maria", sottolinea l'importanza della testimonianza di Valadier, un simpatizzante giacobino.
Le prove ufficiali sembrano schiaccianti.
Eppure 200 anni di storiografia hanno completamente ignorato questo fenomeno.
Perché tutta la vicenda è stata liquidata come semplice superstizione settecentesca?
CAMMILLERI descrive la difficoltà degli storici a parlare di questi miracoli.
Nonostante i prodigi si ripetano per oltre sei mesi in oltre cento luoghi diversi, sono molti gli scettici che pensano a un'allucinazione collettiva dovuta alla paura dell'invasione napoleonica.
Invasione che comunque avvenne: Roma fu occupata e il Papa deportato in Francia, dove morì di lì a poco.
La risposta allora potrebbe essere che il significato di questi miracoli non era politico, ma probabilmente del tutto religioso.

Come si legge nella commossa testimonianza dell'uomo di scienza e futuro giacobino Giuseppe Valadier: "Né il sole, né i lumi producevano alcun effetto, o sull'immagine o sul cristallo o sugli occhi degli astanti, e deve dirsi che questo movimento fosse totalmente prodigioso da non attribuirsi a cause naturali, ed estrinseche, bensì all'opera di Dio. Confesso il vero, che mi sentii in quell'atto ripieno di una grande dolcezza, e tenerezza interna, onde agli occhi mi si affacciarono le lagrime..."

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